Nihonga: cos'è la pittura tradizionale giapponese

Nihonga (日本画), «pittura giapponese», è lo stile pittorico che segue le tecniche e i materiali tradizionali del Giappone, come pigmenti minerali, inchiostro e supporti di carta o seta, in contrapposizione alla pittura di stile occidentale.

Origine del termine

La parola nacque nell'era Meiji (fine XIX secolo), quando il Giappone si aprì all'Occidente e arrivò la pittura a olio. Per distinguere le due tradizioni si iniziò a parlare di nihonga (pittura giapponese) e yōga (pittura occidentale). Il critico Okakura Kakuzō (Tenshin) e lo studioso americano Ernest Fenollosa ebbero un ruolo importante nel difendere e rinnovare lo stile.

Materiali e tecnica

Il nihonga usa pigmenti minerali macinati (iwa-enogu), conchiglie polverizzate per il bianco (gofun), inchiostro sumi e talvolta foglia d'oro o d'argento. Tradizionalmente i pigmenti sono legati con una colla chiamata nikawa. Il risultato è un colore opaco, profondo e luminoso.

Artisti principali

  • Yokoyama Taikan (1868–1958)
  • Hishida Shunsō (1874–1911)
  • Uemura Shōen (1875–1949), celebre per i ritratti femminili
  • Higashiyama Kaii (1908–1999), noto per i paesaggi

Soggetti

Natura e stagioni sono al centro del nihonga: aceri rossi in autunno, fiori di loto, sale da tè, paesaggi nella nebbia. Ogni soggetto porta con sé un significato simbolico legato alla cultura giapponese.

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